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Tra due catene appenniniche
Le due catene principali della fascia
montana corrispondono a due strutture anticlinali: la
Dorsale Umbro-Marchigiana ad ovest e la Dorsale Marchigiana
ad est, costituite da rocce prevalentemente calcaree.
L’area collinare che le separa
corrisponde alla struttura sinclinatica del Bacino
Marchigiano Interno con successione di piccole pieghe.
Il tutto inizia a nord, dopo la Colata della Val Marecchia,
per scomparire man mano verso sud con le due dorsali
principali che si fondono nella struttura dei Monti
Sibillini. |
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L’andamento inclinato delle due Dorsali
fa si che da quasi ovunque lo sguardo percepisce una ellisse
subito metabolizzata in un paesaggio particolarmente
interessante ed ancora quasi integro.
A questo si aggiunge la successione delle
piccole pieghe che danno origine ad una vallata ampia e
variegata con colline, prati, coltivi, boschi, siepi,
ruscelli e torrenti intercalati da casolari sparsi, case
coloniche, frazioni, borghi e cittadine.
Localizzazione geografica e conformazione morfologica hanno
contribuito da sempre ad una particolare successione di
insediamenti umani che qui hanno trovato, dalla preistoria
ad oggi, particolari forme e modalità di evoluzione. |
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L’agglomerato urbano più noto è Fabriano.
In posizione baricentrica, ben protetto
alle spalle dalle propaggini della montagna e con di fronte
un’ampia ansa della vallata, ha concentrato nel tempo ville,
castelli ed agglomerati vari con estensione politica e
militare verso altri comuni.
Il passaggio, rifugio e permanenza di
vari flussi umani ha favorito la formazione di destri
artigiani, illuminati artisti, personaggi di grande cultura
e variegate competenze, coraggiosi visionari con sempre più
ampie aperture di nuovi orizzonti. Tra i primi e più
importanti molti mistici eremiti alcuni dichiarati, poi,
santi.
Con tutti, nella vallata si sviluppa una
incredibile quantità di strutture, in particolare religiose,
con annesse opere d’arte e manufatti di gran valore. |
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Anche la eccezionale valenza del
comprensorio montano ha contribuito (sopra e sotto terra) a
caratterizzare questa zona.
Per averne la conferma sotto terra, nel mondo ipogeo, basta
citare la Grotta Grande del Vento a San Vittore.
In superficie è stata realizzata dal Club Alpino Italiano,
nel tempo, una rete di sentieri escursionistici che con
circa 1.200 km copre 9 Gruppi Montuosi e da cui derivano
numerosi percorsi itineranti (da un giorno a lunghe
percorrenze). Il tutto è brevemente riassunto in questa
“bacheca” (inizialmente un posto di sosta bus cittadino).
Per il titolo di questo argomento ho scelto “La porta dei
Monti” perché (essendo di Fabriano ed abitando a pochi metri
dalla bacheca stessa) ritengo essere questo il luogo più
significativo per entrare idealmente ma anche fisicamente in
un mondo che guardiamo per abitudine ma che non vediamo, non
ne capiamo l’essenza, non entriamo “dentro”, non lo
utilizziamo per ricevere sensazioni, non lo rendiamo
partecipe della nostra esistenza e, quindi, non lo curiamo e
nemmeno lo utilizziamo per quanto vale.
Spesso, però, lo sfruttiamo! |
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