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Mauro Chiorri

Allenamento con imprevisto

Generico:

Non abbiamo seguito un programma; ciascuno di noi ha provveduto per proprio conto. Alla base, comunque, c’è la continuità dell’attività svolta in montagna articolata nei vari settori e cioè: escursionismo ed alpinismo per tutti, sci e sci alpinismo per alcuni, speleologia per alcuni.
Tutti abbiamo praticato la corsa in montagna per circa 2-3 mesi; qualcuno sedute in palestra, altri anche nuoto e bici da strada.
Non sappiamo quanto il tipo di allenamento abbia influito sul rendimento e pur affermando che è indispensabile non abbiamo elementi per proporre una tabella da seguire.
Forse la corsa in montagna per il fiato, la bici per i muscoli delle gambe, il nuoto e la palestra per un migliore assetto generale.
Per me è stato molto utile abbinare, 2-3 volte a settimana, 50 vasche da 25 metri a stile libero senza soste precedute da 30’ di veloce battimuro tennistico. Tanto per non farmi mancare nulla ho partecipato, con Luigi Gregori e Bruno Ballerini, ad un corso di vela per aumentare la dimestichezza con l’acqua; non si mai! Non bisogna però strafare o crearsi l’assillo della condizione atletica perché ciò porta inevitabilmente all’effetto contrario. 

Specifico:

Uscite di 2-3 giorni per volta durante l’inverno sui Monti Sibillini tra i 1.500 e 2.400 m sia con gli sci che senza per provare il materiale, l’equipaggiamento, l’attrezzatura e lo stato psicofisico. Durante tali uscite sono stati individuati alcuni difetti e provveduto alle modifiche.
Le condizioni climatiche dell’inverno, particolarmente  brutte, hanno favorito i vari test, non ultimi quelli della resistenza alla fatica e dell’affiatamento tra i componenti.

 

L’imprevisto

Per superare gli imprevisti di vario tipo eravamo già ben vaccinati.
Ci mancava, però, quello di un serio incidente stradale che puntualmente è arrivato a pochi Km. da Fabriano con un forte scontro tra il nostro pulmino ed un’auto sbucata all’improvviso.
Ribaltamento, due feriti trasportati all’ospedale di Fabriano e gli altri contusi, il carico sparso dovunque, il poco tempo rimasto per rimediare ed arrivare a Fiumicino in tempo.
Con varie peripezie e la solita volontà comunque di non cedere saliamo sull’aereo e partiamo in quattro; gli altri due ricoverati ci raggiungeranno a Lima dopo una settimana con un po’ di bende e tanta voglia di un…seimila!