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Generico:
Non abbiamo seguito un programma; ciascuno di noi ha
provveduto per proprio conto. Alla base, comunque, c’è la
continuità dell’attività svolta in montagna articolata nei
vari settori e cioè: escursionismo ed alpinismo per tutti,
sci e sci alpinismo per alcuni, speleologia per alcuni.
Tutti abbiamo praticato la corsa in montagna per circa 2-3
mesi; qualcuno sedute in palestra, altri anche nuoto e bici
da strada.
Non sappiamo quanto il tipo di allenamento abbia influito
sul rendimento e pur affermando che è indispensabile non
abbiamo elementi per proporre una tabella da seguire.
Forse la corsa in montagna per il fiato, la bici per i
muscoli delle gambe, il nuoto e la palestra per un migliore
assetto generale.
Per me è stato molto utile abbinare, 2-3 volte a settimana,
50 vasche da 25 metri a stile libero senza soste precedute
da 30’ di veloce battimuro tennistico. Tanto per non farmi
mancare nulla ho partecipato, con Luigi Gregori e Bruno
Ballerini, ad un corso di vela per aumentare la
dimestichezza con l’acqua; non si mai! Non bisogna però
strafare o crearsi l’assillo della condizione atletica
perché ciò porta inevitabilmente all’effetto contrario.
Specifico:
Uscite di 2-3 giorni per volta durante l’inverno sui
Monti Sibillini tra i 1.500 e 2.400 m sia con gli sci che
senza per provare il materiale, l’equipaggiamento,
l’attrezzatura e lo stato psicofisico. Durante tali uscite
sono stati individuati alcuni difetti e provveduto alle
modifiche.
Le condizioni climatiche dell’inverno, particolarmente
brutte, hanno favorito i vari test, non ultimi quelli della
resistenza alla fatica e dell’affiatamento tra i componenti. |
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L’imprevisto
Per superare gli imprevisti di vario tipo eravamo già ben vaccinati.
Ci mancava, però, quello di un serio incidente stradale che
puntualmente è arrivato a pochi Km. da Fabriano con un forte
scontro tra il nostro pulmino ed un’auto sbucata
all’improvviso.
Ribaltamento, due feriti trasportati all’ospedale di
Fabriano e gli altri contusi, il carico sparso dovunque, il
poco tempo rimasto per rimediare ed arrivare a Fiumicino in
tempo.
Con varie peripezie e la solita volontà comunque di non
cedere saliamo sull’aereo e partiamo in quattro; gli altri
due ricoverati ci raggiungeranno a Lima dopo una settimana
con un po’ di bende e tanta voglia di un…seimila!

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