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Mauro Chiorri

Nevado Sant'Andres 5.350 m

Situato nella Cordillera Central si raggiunge dopo circa quattro ore di pullman da Lima (150 Km.) per una carrozzabile che, risalendo ad est la valle del Rio Rimac attraverso paesaggi semideserti ma di grande bellezza, raggiunge il Passo del Ticlio a 4.843 m, superato pure dalla ferrovia più alta del mondo a 4.780 m, costruita intorno al 1910 per lo sfruttamento della miniera di Casapalca a 4.154 m.
Facciamo fermare il pullman poco dopo aver superato il passo suddetto ed alla sx verso nord intravediamo le propaggini del Nevado Sant'Andres con il suo ghiacciaio che termina in una lingua di seracchi quasi al livello della strada.
Si percorre un tratto ripido quindi più dolce a mezza costa e si arriva su un pianoro erboso dove piazziamo le tende per la notte.
L’indomani, 1 agosto, risaliamo dapprima un canale pietroso abbastanza ripido che superiamo nella parte alta sfruttando delle lingue di neve fino ad uscire su una selletta della bastionata a sx della vetta, quindi attaccando la cresta che si dirige verso nord-est tenendosi sul versante opposto a quello risalito per sfruttare una serie di cenge che consentono di evitare l’affilata

 

cresta stessa.
Si attraversano alcuni canalini su sfasciumi di roccia misti a neve quindi, risalendo l’ultima cengia di roccia obliquante verso dx, ci si riporta sulla cresta che qui si presenta più transitabile.
Se ne percorre circa 200 metri quasi pianeggianti aggirando qualche piccolo gendarme senza difficoltà. Si risale quindi un pendio di neve fuori cresta che conduce per facili roccette di nuovo sul filo.
La vetta ormai è vicina ma bisogna superare il passaggio più delicato a cavalcioni per pochi metri sulla roccia fra due strapiombi; ancora 20 metri facili e si arriva in vetta a quota 5.350. Tempo impiegato quattro ore.
Il tempo di fare la foto al portatore Sergio Gallupe e a Ettore con il gagliardetto della Sezione per la prima volta al di sopra dei 5.000 metri, quindi iniziamo la discesa per lo stesso percorso fino a raggiungere di nuovo la “carrettera”.
Con un faticoso ed avventuroso autostop raggiungiamo Lima a notte inoltrata.
                                                                                         Luigi Gregori