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Nell’aprile 1978 ripropongo, per il 1980, il progetto della spedizione
con le seguenti motivazioni:
·
raggiungere una cima di 6.000 m;
·
fare una esperienza organizzativa, tecnica e
soprattutto umana in zone conosciute solo tramite i racconti
altrui;
·
inserire la Sezione in questo nuovo “giro” di
extraeuropee per vitalizzare l’ambiente, per stimolare la
fantasia, lo spirito di avventura, la voglia di conoscere
ciò che è alla base dell’attività alpinistica.
Il Consiglio approva ed il gruppo è composto da: Chiorri Mauro (capo
spedizione), Gregori Luigi (vice), Buscarini Mauro,
Micheletti Ettore, Pelonara Carlo, Stopponi Massimo.
L’obiettivo rimane il Pakistan.
Le prime riunioni sono abbastanza superficiali e nebulose;
ci riempiamo la bocca di chiacchiere ma da ogni parte del
nostro essere sprizza una incontenibile fiducia e sicurezza.
Individuiamo i settori con le priorità su dove agire:
esami medici;
materiale ed equipaggiamento; allenamento;
vaccinazioni;
viaggio aereo; sistemazione a terra e trasferimenti;
viveri; campo base; parte alpinistica; parte turistica; preventivo di spesa; reperimento fondi; servizio fotografico e film; resoconto.
Intensifichiamo i contatti con l’Ing. Varvelli che ci fornisce notizie
su notizie.
Alla primavera 1979 siamo ben mentalizzati per questo tipo
di spedizione nel Chitral; un cuneo a nord del Pakistan
incastonato tra India, Cina, Russia ed Afganistan.
Proprio da quest’ultima iniziano altri guai: l’invasione dell’URSS e la
resistenza afgana che si concentra sotto il Passo Kyber nel
Citral al confine tra Afganistan e Pakistan. Le ferie di
agosto ci fanno accantonare guerre e guerriglieri ma il
tarlo rimane.
Seguiamo giornalmente gli sviluppi che non promettono niente
di buono.
A fine settembre capita a Fabriano per motivi di lavoro un
belga, Etienne Lemaire, forte alpinista e speleologo, che ci
illustra con una serie di belle diapositive la Cordillera
Real in Bolivia.
Vediamo il Maria Lloco di 5.500 m ed il HuayanaPotosì di
6.095 m.
Cime bellissime, abbastanza facili da salire e comode da
avvicinare; non occorre il campo base ne portatori;
l’acclimatazione si fa a La Paz 3.800 m che funge, quindi da
campo base; un miraggio per noi inesperti. |
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Decidiamo per la Bolivia; informiamo Varvelli che concorda
pienamente con noi confermando l’impossibilità di insistere
con il Chitral; informiamo il C.D. che approva; informiamo
tutti.

1000 cartoline stampate per la spedizione in Bolivia
Ottobre 1979.
Una sera a cena sto parlando con moglie e figli sui vantaggi
di una spedizione in Bolivia; siamo tutti concordi e ci
sentiamo più tranquilli quando il telegiornale annuncia un
golp militare… Ci viene quasi da ridere; ci sorge anche il
dubbio che siamo noi a portare iella.
Che siano segni premonitori! Sappiamo poi che è il 150° golp
negli ultimi 125 anni e quindi non ci preoccupiamo più di
tanto. L’organizzazione va avanti per la Bolivia e da
ottobre 1979 al 21 luglio 1980 l’obiettivo rimane la
Cordillera Real.
Il 21 luglio, cinque giorni prima della partenza, dobbiamo cambiare
programma perché la situazione è precipitata a seguito di un
altro, ennesimo golp dopo le elezioni di fine giugno.
Dobbiamo reinventarci tutto e subito, partendo con il
biglietto aereo per Bogotà ma sapendo che quasi certamente
ci fermeremo a Lima, in Perù.
Prendiamo contatti con Celso Salvetti che letteralmente ci…salva! |