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Mauro Chiorri

Un po' di storia

Un'idea a volte matura per lunghi periodi nell’intimo del nostro essere; a volte, invece, scocca come una scintilla. Nel mio caso ha subito una lunga incubazione per venire poi alla luce in un momento preciso e sintomatico, quasi fatalistico.
E’ nata una sera del 1970 con degli amici di ritorno da Jesi dove avevo visto il film “Jrishanca, il Cervino delle Ande” presentato dallo stesso Cassin protagonista dell’impresa. Avremmo vissuto la nostra avventura proprio lì di fronte a quella meravigliosa montagna ma inizialmente la meta non poteva essere la Cordillera di Huayhuasch troppo lontana, troppo difficile; era impensabile. La possibilità più realistica sembrava essere il Caucaso; informo il Consiglio della Sezione, trovo alcuni amici consenzienti con i quali, tramite l’agenzia Cagidemetrio di Ancona e l’Hotelplan di Rimini, cerchiamo di contattare i russi. Nessuna risposta di nessun genere. Rimane solo la voglia di partire.
Nel 1975 decidiamo per il Pakistan, regione del Chitral, catena Hindu Kush. La zona ci viene proposta dall’Ing. Varvelli  consulente aziedale e docente universitario di professione; alpinista, esploratore, scrittore per passione; una figura di grande sportivo con forte personalità che ci indica con idee chiare ed incisive la via da seguire.
Altra decisione favorevole da parte del C.D. ed altra ricerca; questa volta ci rivolgiamo alla P.I.A. (Pakistan Airlines Corporation) di Roma che in poco tempo prepara un preventivo per due gruppi: uno turistico ed uno alpinistico; l’idea era quello di portare almeno 20-25 persone per ottimizzare i costi.
Al momento della decisione ci ritroviamo in tre: Chiorri, Gregori, Tesei; gli altri rinunciano. La delusione è notevole ma obbiettivamente devo riconoscere che il buonsenso ha prevalso sull’entusiasmo.
I tempi non erano maturi anche se il lento processo di rinnovamento in atto presso la nostra Sezione aveva ormai raggiunto notevoli traguardi considerando che si agisce si in un ambiente montano ma più adatto allo sviluppo di attività escursionistiche piuttosto che alpinistiche.
L’escursionismo, infatti, ha regnato sovrano dalla fondazione della Sezione nel 1951 fino al 1965 con il 1° corso di alpinismo organizzato per dieci allievi locali da Sergio Macciò di Jesi.

Se andiamo un po’ più indietro nell’albo dei ricordi troviamo foto di gruppi che svolgevano una discreta attività escursionistica iniziata, per convenzione, nel 1906 con la Società Escursionistica Fabrianese (S.E.F.) e portata avanti con fasi alterne insieme ad altre associazioni.
Uno sviluppo lento è vero ma che ha maturato l’ambiente escursionistico lasciandone inalterata l’essenza e cercando di vitalizzarlo nel tempo con forme nuove quali gli Accantonamenti Estivi e varie forme di traversate sfociate nei più moderni (ma forse solo nella terminologia) trekking convivendo, quindi, con la speleologia, lo sci, lo sci alpinismo e l’alpinismo.
Tutte queste attività si svolgono in un equilibrio soddisfacente, a volte con qualche contrasto e conflitto di competenza ma con la chiara volontà da parte di tutti di farle sopravvivere e prosperare.
Anche nella pratica alpinistica lo sviluppo è lento con una prima accelerata data dal 1° corso sezionale di introduzione all’alpinismo del 1971, poi a cadenza biennale e tante richieste di partecipazione. Mancano grossi talenti ed i più capaci devono limitare la propria attività per seguire i tanti neofiti favorendo il proselitismo ma di fatto livellandosi verso il basso nel grado delle difficoltà.

 

Intanto già da tempo gli alpinisti marchigiani di sezioni qualificate come Ascoli Piceno, Jesi e Macerata hanno dato inizio al grande filone dell’alpinismo extraeuropeo tra cori di assensi e dissensi, dividendo l’ambiente che di contrasti, fili spinati ed orticelli ne aveva già tanti. Ma il fascino del nuovo, l’avventura, la sete di conoscere sono leve che annullano le diatribe e spingono, da sempre, ad agire.
Anche in noi la voglia rimane intatta, limpida, chiara ma…rimandiamo.

Dal 1973 ha preso il via a Fabriano il filone degli “Accantonamenti Estivi” con la partecipazione anche di giovani sbarbatelli che promettono bene per capacità tecniche e volontà. Quelli della vecchia guardia lavorano nell’escursionismo; rimaniamo in due o tre a seguire anche l’alpinismo e proprio dagli Accantonamenti usciranno gli elementi che permetteranno di concretizzare un sogno così a lungo cullato.