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Mauro Chiorri

 

Alla scoperta di Lanzarote

Lanzarote è un luogo meraviglioso per camminare, un vero museo di geologia all'aria aperta dove l'uomo ha trovato i modi per adattarsi a un clima ottimo per il turista ma più difficile per la vita di tutti i giorni. I vulcani, giovani e vecchi, sono pagine di un libro della storia della terra. Le opere dell'uomo, per coltivare la vite ma non solo, sono frutto di ingegno e perseveranza. La potenza dell'oceano e del vento, hanno scolpito spiagge dorate o nere, scogliere, salti di roccia a strapiombo sul mare.
Punto forte dell’itinerario proposto è i
l Parco Nazionale del Timinfaya che racconta la storia di un'eruzione che ha cambiato il volto dell'isola di Lanzarote con sentieri costieri e itinerari costeggianti i crateri dei vulcani e belle spiagge di sabbia dorata, per un po' di relax al sole. C'è poi l’isola satellite di Lanzarote, La Graciosa, che si raggiunge in battello, attraversando il Charco, il canale tra le due isole.
A lato: foto di gruppo

Il programma del viaggio (dal 28 aprile al 5 maggio 2018)
Giorno 1: Fiumicino – Arrecife con transfer a Costa Teguise Hotel H10 Lanzarote Gardens.

Giorno 2: Playa del Papagayo (nella foto) - Salinas de Janubio - Los Hervideros. Prima facile escursione costiera da Playa Blanca, nel sud dell'Isola, nel Monumento nacional del los Ajaches, fino alla bella spiaggia del Papagayo. Si tratta di un itinerario in ambiente di vulcanismo antico, che risale ad almeno quindici milioni di anni. Possibilità di bagni. Facile; 3h 30’, 7-10 km. Al termine, affaccio sul punto panoramico per ammirare la maestria dell’uomo e comprendere la tradizione delle saline a Lanzarote, con le saline de Janubio, tra le poche tuttora funzionanti di tutte le isole Canarie.

Giorno 3: Uga e vigneti di La Geria e Caleta de Famara. Da Uga, attraverso il villaggio di La Asomada e La Montana de Guardilama, dalla cui cima si gode di un panorama spettacolare sulle coltivazioni frutto del costante lavoro dell'uomo e sui coni vulcanici del vicino Timanfaya. Forse il panorama più emozionante dell’isola. Si cammina attraverso distese di lapilli, che filtrano il calore del sole e trattengono l’umidità, permettendo la coltivazione della vite al fondo di buche a volte anche moto profonde (dette Ojos, occhi), contornate da muretti per evitare che i lapilli scivolino sul fondo, portati dal vento. Escursione con periplo della caldera del Tinasoria e la salita alla punta del Guardilama; circa 3h30, dislivello circa 600 m, 9 km. Al rientro sosta al villaggio costiero di Famara lungo la bellissima spiaggia, paradiso dei surfisti e del kite-surf.
 

 


Nelle foto superiore e inferiore: I Vigneti di Uga

 


 

Giorno 4: La Graciosa. Itinerario facile di circa 21 km che in 4h 45’ fa scoprire una tra le spiagge più belle dell'isola, Playa de las Conchas, da qui attraverso l'isola con la salita alla Montana Bermeja si raggiungono le formazioni basaltiche Baja de las Majapalomas e il villaggio di Pedro Barba. In alternativa escursione pianeggiante  per la Montana Amarilla, attraverso le bellissime spiagge del Salado, antica salina naturale, la Francesa e la Playa del Cochino, dominata dalle pendici giallo-rossastre del vulcano. Circa 9 km.

Giorno 5: Parque del Timanfaya (foto a lato) - Teguise - Jameos del Agua. Visita al Parque lungo l'itinerario tracciato dall'architetto Manrique, che permette la completa esplorazione dell'ambito vulcanico del Timanfaya, ancora attivo. Al termine, transfer al centro visitatori e da qui a Teguise, antica capitale dell’isola. Al pomeriggio ci si sposta a nord, per visitare il Jameos del Agua: un tunnel vulcanico (in canario Jameo) di dimensioni rilevanti, dove scorreva la lava dell’eruzione del Volcan de la Corona, allestito ad auditorium per 600 persone. Difficoltà: Turistico.

Giorno 6: L'escursione inizia a Mancha Blanca. Si attraversano neri campi di lava dell’ultima eruzione per raggiungere il cono vulcanico della Caldera Blanca, antico vulcano di colore bianco per la superficie ricca di calcio, con possibilità di ingresso nel cratere della Montana Caldereta. La Caldera Blanca ha un diametro di circa 1,2 km ed è profonda oltre 300 m. Difficoltà Media, 5h, dislivello 350 m, 13 km.
 

Possibilità di ridurre l’itinerario senza completare il giro della caldera. Al termine, sosta al monumento al Campesino, opera di Cesar Manrique in omaggio al duro lavoro del contadino Lanzaroteno. Simbolicamente, il monumento è stato costruito nel centro dell’isola dove si incrociano le principali direttrici stradali.
Nelle due foto: Caldera Blanca.

 

Giorno 7: Jardin de Cactus - Mirador del Rio - Volcan de la Corona – Haria. La giornata inizia con la visita al Jardin de Cactus (foto a lato), una cava di tufo abbandonata e mirabilmente recuperata da Cesar Manrique; racchiude oltre 11mila piante e circa 1400 varietà di cactus ed euforbie che in primavera si ricoprono di fiori colorati.
Transfer al Mirador del Rio, antica casamatta del periodo della guerra ispano-americana per il possesso di Cuba. Da qui si cammina lungo la strada panoramica vietata ai bus fino a Yè, da dove si sale, in 30’ circa al cratere del Volcan de la Corona. Si prosegue in bus per Haria, nella valle delle 10.000 palme. Si prosegue per il punto più alto dell’isola e per il panoramico Ermita de las Nieves, dove si sosta.

 

Giorno 8: Museo del Aloe Vera - El Golfo - Rientro in Italia.