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Alla scoperta della
Sardegna sud-occidentale
Studiosi di
rango spiegano, con metodo e suggestioni, che la Sardegna è
all’origine della civiltà tirrenica sia come formazione sia
come storia e che il Sulcis ha ancora una natura quasi
intatta perché il sottosuolo, ricco di minerali, ha favorito
un enorme sviluppo dell’attività estrattiva. Fatto che,
insieme al frequente maestrale, non favorisce troppo il
turismo balneare salvo che in alcune incantevoli cale
sottovento.
Il tutto favorevole al turismo attivo, escursionismo
compreso, quindi …basta provare! Di notevole interesse, poi,
tutto il resto come sotto dettagliato.
A lato: foto di gruppo |
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Il programma del viaggio
(dal 28 maggio al 4 giugno 2016)
Giorno 1: Fabriano
- Porto Pino. Volo Fiumicino - Cagliari. Transfer a Porto
Pino - sistemazione in hotel 4* Villaggio Vacanze Bravo
Club. |
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Giorno 2:
Sant’Antioco.
La maggiore delle isole sarde è collegata all'isola
madre grazie a un istmo artificiale. Escursione
breve ma suggestiva nell'area occidentale del
territorio di Calasetta, tra imponenti bancate di
roccia vulcanica dai colori e dalle forme
inconfondibili. Il contatto con la natura qui è
fortissimo mentre si percorre un itinerario facile,
con poco dislivello. Al termine, visita del
complesso archeologico e del villaggio ipogeo di S.
Antioco.
Durante i secoli l’isola è stata oggetto di grande
interesse da parte di popoli di mercanti e
navigatori. Oltre alle testimonianze di epoca
nuragica e pre-nuragica, l’isola conserva ancora
oggi siti archeologici riconducibili alla
dominazione fenicio-punica e romana, che
rappresentano a buon diritto le pietre miliari della
sua lunga e interessante storia.
Escursione 2-3 ore. Visita complesso archeologico.
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Giorno 3: Su Mannau –
Tempio di Antas (nella foto). Il percorso segue
il sentiero chiamato "Strada Romana" che collega la grotta
di Su Mannau con la zona archeologica di Antas. L’itinerario
s'inoltra su sentiero ripido all'interno di un fitto bosco
di lecci; raggiunto un colle si scende nell'area
archeologica di Antas. La valle cela uno "scrigno" che vale
la pena conoscere: il Tempio Punico Romano unico nel suo
genere in Sardegna. Al termine transfer per una breve visita
al centro mineralogico di Monteponi.
Escursione
dislivello 250 m, durata 3 ore, visita tempio di Antas 1
ora.
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 Giorno 4: Iglesiente.
Escursione lungo il “sentiero dei cinque faraglioni” (nella
foto) da Nebida a Masua. Simile a un'enorme zolla zuccherosa
sospesa in mezzo al mare, l'isola Pan di Zucchero crea la
suggestiva cornice scenografica ammirabile dall'omonima
spiaggia nell'insenatura di Masua lungo la costa Iglesiente.
Un faraglione calcareo, alto 133 m, caratterizzato da un
colore chiaro e dalla superficie a gradini piatti che si
estende per 3,72 ettari, nelle pareti sud e a nord traforato
da due grandi archi all'interno che creano fenomeni carsici
con gallerie praticabili anche in barca. L’isola si è
formata in seguito all’erosione e allontanamento della
terraferma di Punta Is Cicalas. Nei pressi, osservando il
monumento dalla costa dell’isola maggiore, si vede la
falesia di Porto Flavia, dove si apre una galleria della
miniera omonima, dalla quale il minerale veniva direttamente
imbarcato. Tutt’intorno le falesie si ergono per 100-160
metri; Km 12, disl. 450 m.
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Giorno 5: Grotta di S. Giovanni.
Dalla foresta demaniale del Marganai, che
comprende i territori di Iglesias e Domusnovas un sentiero
porta a scoprire un grande patrimonio naturalistico, con
numerosi punti panoramici e particolari evidenze
rocciose che raccontano lo sfruttamento minerario della
zona, per arrivare poi alla valle del Cixerri lungo il letto
del torrente che porta all’ingresso della grotta di S.
Giovanni di Domusnovas: un maestoso traforo idrogeologico
che attraversa il Monte Acqua con un percorso
di circa 850 metri. La grotta è il risultato della
millenaria azione
erosiva
nella massa carbonatica del torrente Rio Sa Duchessa. La cavità presenta elementi di
antropizzazione da epoca preistorica, con mura
ciclopiche che ne chiudevano gli ingressi. Inoltre è
presente la strada carrozzabile costruita a metà del 1800
per il traffico minerario. Al termine transfer a Iglesias
(nella foto,
la Scuola Mineraria)
per una visita al centro storico.
Escursione ad anello, dislivello 400m, 4 ore. |
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Giorno 6: Capo
Spartivento (nella foto a lato).
Promontorio
della Sardegna sud-occidentale, Capo Spartivento
costituisce il limite orientale del golfo di
Teulada. Il promontorio è di costituzione granitica
e il suo punto più alto si trova a 66 m. A est del
capo si trova la bellissima spiaggetta di portu
Simoni Gibudda, nota come cala Cipolla, circondata
da pini e ginepri.
A ovest si trovano gli
scogli detti "i Padiglioni" e gli isolotti
Ferraglione; qui la costa è rocciosa e disseminata
di calette accessibili a piedi attraverso sentieri
panoramici. Escursione ad anello con visita al faro
di Spartivento, lunghezza 8 km, dislivello 270 m.
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Giorno 7: Isola
di S. Pietro. È la seconda isola
dell'arcipelago sulcitano. Le sue coste sono alte e
rocciose bagnate da un mare limpidissimo, mentre
l'interno è coperto da una folta macchia
mediterranea. L'isola, di origine vulcanica, è
famosa dal punto di vista geologico in quanto le
rocce, note come commenditi, prendono il nome da una
particolare zona dell'isola dove sono state studiate
e classificate per la prima volta. Carloforte è
l'unico centro abitato dell'isola. Fu fondata
durante il regno di Carlo Emanuele III da una
colonia di pescatori liguri provenienti da Tabarka,
un'isola al largo della Tunisia. L'origine ligure
dei suoi abitanti la si può riscontrare nel
dialetto, nelle tradizioni, nei costumi,
nell'urbanistica del paese, come si può notare
visitando il suo centro storico.
L'isola di San Pietro si raggiunge in traghetto,
circa 30-40 minuti di traversata, da Calasetta o da
Portoscuso. Escursione ad anello a Cala Fico e al
faro di Capo Sandalo.
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Giorno 8: Nora
e rientro.
Trasferimento a Nora per la visita turistica del
complesso archeologico (nella foto a lato). L'antica
città di Nora è collocata su un promontorio, il capo
di Pula, separato dalla terraferma da un istmo.
L'area è dominata dalla torre spagnola del
Coltellazzo, in una posizione di grande valore
paesaggistico. Le testimonianze della città
fenicio-punica sono state in parte coperte o
cancellate dalla sistemazione della città avvenuta
in età romana. Le strutture oggi visibili sono
pertinenti in prevalenza alla fase romana del sito.
Al termine transfer in aeroporto - volo per Roma
Fiumicino.
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